Prostatectomia radicale

Cos’è una prostatectomia radicale

La prostatectomia radicale è la rimozione completa della prostata e delle vescicole seminali. Per tale operazione sarà necessaria un’anestesia totale.

Discutere con il proprio medico riguardo i vantaggi e gli svantaggi di una prostatectomia radicale e se sia adeguata o meno.

Candidati per la prostatectomia radicale

Iperplasia prostatica benigna (IPB)

Poiché con la resezione transuretrale della prostata (TURP) si ottengono risultati simili o migliori, la prostatectomia aperta è attualmente l’unica via da seguire in certe situazioni. In questo caso, non si tratterà di una prostatectomia radicale, ma di una prostatectomia semplice, dove verrà asportata solo la parte ostruente.

Tale operazione viene raccomandata nei casi in cui la prostata sia maggiore di 80 grammi o ml, in quanto gli altri trattamenti richiederebbero più tempo per ottenere i medesimi risultati. Il medico, inoltre, potrebbe raccomandarla in presenza di calcoli renali o di diverticoli.

Tumore circoscritto alla prostata

La prostatectomia radicale può essere un’opzione di trattamento chirurgico per il tumore circoscritto alla prostata.

L’obiettivo è quello di rimuovere totalmente la prostata e le vescicole seminale.

Tumore circoscritto alla prostata di stadio avanzato

La prostatectomia radicale può essere un’opzione di trattamento chirurgico per il tumore avanzato ma ancora circoscritto alla prostata. L’obiettivo è quello di rimuovere quanto più tessuto tumorale possibile. Tale operazione avviene rimuovendo l’intera ghiandola prostatica ed entrambe le vescicole seminali, nonché il tessuto circostante colpito dal tumore. L’intervento, inoltre, prevede la rimozione dei linfonodi dell’area pelvica.

Il Procedimento

Come viene eseguita una prostatectomia radicale

La prostatectomia radicale può essere eseguita come operazione chirurgica aperta o mediante laparoscopia. Nel primo caso, il chirurgo inciderà la parete addominale, oppure il perineo, per un accesso diretto alla prostata. Quest’ultima verrà asportata insieme alle vescicole seminali.

Nel tumore circoscritto alla prostata avanzato, il chirurgo rimuoverà, inoltre, ogni tipo di tessuto colpito dal tumore.

Successivamente, la vescica e l’uretra verranno collegate, ed il medico introdurrà un catetere per facilitarne la guarigione. Il dispositivo verrà rimosso dopo circa 7 giorni.

Nel caso in cui l’intervento venga eseguito con un intervento in laparoscopia, verranno introdotti dei piccoli tubi di plastica all’interno dell’addome mediante piccoli tagli. Attraverso questi canali, il chirurgo potrà inserire gli strumenti necessari per la rimozione della prostata. Uno di questi tagli verrà impiegato per il passaggio di una telecamera che permetterà ottenere immagini in hd della prostata, trasmettendole su un monitor. L’operazione in laparoscopia può anche essere svolta con l’aiuto di un sistema di chirurgia robotica.

La chirurgia open e quella laparoscopica sono equivalenti per capacità di rimuovere il tumore alla prostata.