Resezione transuretrale di cancro della vescica (TURBT)

Che cos’è la resezione e transuretrale di cancro della vescica (TURBT)?

La TURBT è la rimozione chirurgica (resezione) di tumori alla vescica. Questa procedura è sia diagnostica che terapeutica. Diagnostica perché il chirurgo rimuove il tumore e tutto il tessuto addizionale necessario all’esame a microscopio (valutazione istologica). La TURBT è anche terapeutica in quant, la rimozione completa di tutti I tumori visibili, rappresenta il trattamento per questo tipo di cancro. Una completa e corretta TURBT è essenziale per una buona prognosi. In alcuni casi, un secondo intervento chirurgico è richiesto dopo alcune settimane.

Questa sezione contiene informazioni sull’asportazione transuretrale del cancro alla vescica (TURBT) e include un video su cosa succede durante l’operazione.

La cistoscopia è spesso usata per rilevare la presenza di cancro alla vescica. Se c’è il tumore, la TURBT viene effettuata per rimuoverlo e determinare se esso si è diffuso verso la tonaca muscolare della parete vescicale.

Prima della procedura

Per sapere quando esattamente smettere di mangiare e bere prima della procedura è consigliato discuterne con l’anestesista. Se si è un fumatore, è fortemente consigliato di smettere immediatamente. Per qualsiasi informazioni riguardo a come smettere è consigliato rivolgersi o all’ospedale o al proprio medico di base.

Se si sta assumendo un qualsiasi farmaco regolarmente prescritto, è consigliato discuterne con il medico, poiché potrebbe essere necessario interromperne l’assunzione.

Il paziente dovrà discutere con l’anestesista del tipo di cura per il dolore da iniziare dopo l’intervento e del materiale da reperire per continuare la cura a casa.

Come prepararsi alla procedura

Il paziente dovrà informarsi riguardo le fasi del trattamento e ogni sorta di istruzione specifica.

Queste infatti possono differire a seconda dell’ospedale o del paese, come ad esempio il metodo di anestesia che può essere totale ed epidurale. Quest’ultima viene somministrata con anestetico che paralizza la parte inferiore del corpo.

Se si sta assumendo un qualsiasi farmaco cronico, è consigliato discuterne con il medico, poiché potrebbe essere necessario interromperne appunto l’assunzione molti giorni prima dell’intervento specialmente gli anticoagulanti.

E’ importante che il medico ed il personale sanitario siano informati sul trattamento. Può essere d’aiuto che siano informati anche partner, famiglia ed amici. Si consiglia annotare tutte le domande da porre durante la visita ed è consigliato farsi accompagnare per un supporto addizionale.

Potrebbe essere richiesto un campione di urina per rilevare un’eventuale presenza di infezione del tratto urinario.

La procedura

Prima dell’operazione l’anestesista valuterà quale anestesia è adatta al paziente che potrebbe optare per la totale (il paziente è totalmente addormentato) o spinale (perdita della sensibilità nella parte inferiore del corpo).

Cosa accade durante l’intervento:

  • l’intervento viene eseguito mentre il paziente è sotto anastesia generale o spinale.
  • Il paziente dovrà comunicare eventuali allergie e poi sottoporsi a profilassi antibiotica per prevenire infezioni.
  • Un resettoscopio viene inserito attraverso l’uretra per visionare il tumore. L’uretra è l’organo che trasporta l’urina dalla vescica all’esterno del corpo.
  • In alcuni casi, potrebbe essere necessario potenziare la qualità dell’immagine grazie ad un colorante (agente fotosensibilizzante). Tale procedura è denominata Cistoscopia a Fluorescenza (PDD) e riesce ad individuare tumori non visibili ad occhio nudo.
  • Il chirurgo resezione il tumore dalla parete vescicale, pezzo per pezzo, utilizzando la corrente elettrica.
  • Qualunque emorragia viene fermata cauterizzando la base del tumore con la corrente elettrica.
  • I frammenti del tumore vengono rimossi dalla vescica ed analizzati dal patologo.
  • Verrà inserito un catetere che permetterà di prevenire la formazione di coaguli.
  • Il catetere permetterà inoltre la somministrazione localizzata della chemioterapia nella vescica immediatamente dopo la procedura. Tale catetere verrà lasciato nella vescica per un’ora e successivamente drenato.

La durata della procedura dipende dal numero e dalla grandezza del tumore/i; saranno necessari dai 15 ai 90 minuti. Il medico informerà il paziente sui tempi di degenza.

Cos’è la Cistoscopia a Fluorescenza?

In alcuni casi la citoscopia a fluorescenza (PDD o TURBT) aiuta il chirurgo a rilevare cellule tumorali non visibili ad occhio nudo. Questa tecnica prevede l’inserimento di un liquido (HEXVIX) nella vescica un’ora prima dell’intervento chirurgico. Il liquido viene assorbito dalle cellule tumorali rendendole di colore rosso acceso visibile sotto la luce blu durante la procedura.

La PDD può essere inoltre utilizzata durante l’esame cistoscopico a discrezione del medico.

Quali sono I rischi della procedura?

Come in ogni altra procedura chirurgica, ci sono dei rischi e complicanze:

  • infezioni durante l’ospedalizzazione, incluse MRSA e CDIFF (I rischi aumentano con l’allungarsi del periodo della degenza e di ulteriori ricoveri), la presenza del catetere

Rischi

Problemi

Gestione

Comune 1/10 Bruciore/sanguinamento leggero Auto-gestibile solo in parte
Eccessivo sanguinamento Trasfusione ematica
Non comune <1/50 Sanguinamento non immediato Ritorno in sala operatoria per il lavaggio vescicale o la cateterizzazione
Lesione dell’uretere Impianto di stent ureterale/rara possibilità di reimpianto ureterale chirurgico
Lesione dell’uretra Il restringimento uretrale potrebbe causare problemi al passaggio dell’urina/potrebbe essere necessaria una dilatazione
Lesione vescicale Prolungata caterizzazione/rara possibilità di intervento open riparatorio
Reazione causa dalla chemioterapia nella vescica Sintomatologia auto-gestibile
Coaguli li di sangue Coagulanti a lungo termine
Attacco cardiaco/infezione toracica/infarto/stati confusionali acuti Rischio associato a stress per l’intervento e anestesia e dipendente dalle altre comorbidità. I tempi di ricovero potrebbero allungarsi

 

Casi rari circa 1/77 Morte Rarissima, nei rari casi di complicanze maggiori

Cosa aspettarsi dopo la procedura

  • Potrebbe essere necessaria l’istillazione di agenti chemioterapici nella vescica dopo la procedura attraverso il catetere precedentemente posizionato. Il terapia farmacologica durerà un’ora ed in seguito verrà drenata e il catere rimosso.
  • Verrà chiesto al paziente di urinare per accertarsi che egli sia in grado di riuscirci senza fastidi prima che venga dimesso, probabilmente nello stesso giorno.
  • Il medico darà tutte le delucidazioni al paziente sul post operatorio compresi i tempi per tornare a bere e mangiare.

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Cosa aspettarsi al rientro in casa

In rari casi, il paziente potrà essere dimesso dall’ospedale ancora con il catetere. Esso verrà rimosso successivamente dopo pochi giorni.

Alcuni pazienti lamentano alcuni sintomi urinari dopo l’intervento che svaniranno dopo pochi giorni. Tra i sintomi più comuni troviamo:

  • sanguinamento e coaguli di sangue nelle urine
  • sensazione urgente di urinare
  • fastidio durante la minzione; alcuni farmaci antidolorifici come il paracetamolo possono alleviare il dolore
  • stanchezza
  • perdite d’urina dall’uretra, specialmente se è stata dilatata durante l’inserimento del cistoscopio
  • sanguinamento visibile, sintomo comune tra I 7 e 14 giorni alla caduta delle escare (Crosticine) interne
  • in rari casi il paziente potrebbe avere una seconda emorragia causata da un’infezione nella vescica

Si deve tornare in ospedale o dal medico se:

  • il bruciore durante la minzione prosegue dopo alcuni giorni
  • l’urina contiene molti coaguli
  • incapacità di urinare autonomamente
  • febbre piu di 38.5°C

Come prevenire I problemi post operatori

Vi sono diverse misure preventive per evitare problemi post operatori:

  • Bere molti liquidi. Bere almeno 2 litri di acqua o succo al giorno per 2 o 3 giorni. Questo permetterà di rendere l’urina più diluita riducendo il fastidio durante la minzione e prevenire i coaguli di sangue.
  • Prendere i propri farmaci e quelli prescritti
  • Essere attivi. Non appena ci si sente in grado tornare alla normale attività. Questo aiuterà a velocizzare il recupero. Il paziente potrà notare un maggior bisogno di dormire dopo essere stato dimesso.
  • Non sollevare pesi maggiori ai 2 kg nelle due settimane successive all’intervento.
  • Astenersi dall’attività sessuale per due settimane.
  • Evitare si sforzarsi quando si va di corpo. Se necessario utilizzare un lassativo emolliente.
  • Evitare di andare in bicicletta o di fare esercizi faticosi.
  • Evitare le faccende domestiche quali pulire le finestre, passare l’aspirapolvere o il giardinaggio.
  • Astenersi dall’alcool per 24-48 ore.
  • Prestare attenzione al probabile insorgere di un’infezione. Se si sviluppa una febbre al di sopra dei 37.8 °C o se l’urina diventa torbida e densa, potrebbe essere in corso un’infezione. Contattare il medico, affinché egli possa decidere se ci sia bisogno di iniziare una cura antibiotica. Se il paziente trova doloroso espellere per via urinaria I coaguli sanguigni o l’atto stesso di urinare, è necessario contattare immediatamente il proprio medico. Nel caso in cui fosse impossibile reperirlo, è imperativo contattare uno specialista in urologia o il reparto di urologia dell’ospedale locale.
  • La guida. È responsabilità del paziente valutare se si è nelle condizioni adatte dopo aver subito un intervento chirurgico.
  • Il fumo. La soluzione ideale sarebbe quella di smettere di fumare prima di ogni intervento. Fumare infatti può causare canro al tratto urinario, può incoraggiare tumori già esistenti a ripresentarsi o progredire e incrementare il rischio di complicazioni dopo l’operazione. Si consiglia fortemente al paziente con cancro alla vescica di smettere di fumare.

Follow-up

I frammenti tumorali saranno analizzati al microsopio e occorrerà attendere 2 settimane per determinare I risultati di questi esami, che verranno comunicati al paziente su appuntamento.

Il medico informerà il paziente sul futuro trattamento e sui successivi controlli periodici. Una seconda TURBT dovrebbe essere effettuata dalle due alle sei settimane dopo la TURBT iniziale. Questo nel caso di un’incompleta resezione iniziale o se I risultati suggeriscono che il tumore possa essere situato più a fondo di quello che ha dimostrato l’esame del campione.

La re-TURB

A volte, ci può essere tessuto tumorale residuo dopo la rimozione di tumori allo stadio Ta e T1. Inoltre, c’è rischio che la stadiazione di questi tumori dopo la rimozione sia più bassa del reale (sottostadiazione) perché la parte più aggressiva del tumore non è stata esaminata o è stata accidentalmente tralasciata durante l’asportazione.

Per portare a termine una rimozione completa del tumore e valutarne correttamente lo stadio in cui si trova, il medico raccomanderà nuovamente una TURBT 4 o 6 settimane dopo il primo intervento in alcuni casi.

Un nuovo intervento di TURBT è raccomandato nei seguenti casi:

  • Dopo una TURBT iniziale incompleta.
  • Assenza di tessuto della parete muscolare nel tessuto prelevato nella prima TURBT ( a meno che I tumori siano Ta a basso grado o che si tratti di carcinoma vescicale in situ primario CIS).
  • Per tutti I tumori allo stadio T1.
  • Per tutti I tumori ad alto grado (fatta eccezione dei CIS).