Dispositivi di compressione artificiale

I dispositivi di compressione artificiale, conosciuti come palloncini, sono un trattamento comune nell’ incontinenza urinaria da sforzo lieve o moderata. Essi comprimono l’uretra appena sotto il collo vescicale in modo tale da poter maggiormente resistere alla pressione della vescica piena. L’obiettivo dei palloncini è quello di ridurre la perdita involontaria di urina durante attività come tossire, starnutire, correre o sollevare pesi.

Quando è necessario l’inserimento di un palloncino

Il palloncino può essere preso in considerazione nei casi d’incontinenza urinaria moderata.
Viene raccomandato anche quando trattamenti chirurgici non sono possibili oppure qualora il paziente non voglia sottoporsi a un intervento chirurgico più invasivo.

La procedura

Come vengono inseriti i palloncini

Il dispositivo di compressione artificiale consiste in un palloncino che può trattenere il fluido, un port in titanio e un tubo che collega il port di titanio al palloncino.

Il port permette al chirurgo di regolare l’afflusso di fluido all’interno del palloncino. I due palloncini vengono inseriti a lato dell’uretra attraverso un procedimento minimamente invasivo.

Generalmente, l’intervento viene effettuato in anestesia totale o spinale.

Inizialmente il chirurgo inserisce un catetere per assicurarsi che la vescica rimanga completamente chiusa durante l’intervento, poi incide il perineo posizionando, sotto guida ecografica, un palloncino ad ogni lato dell’uretra, sotto la prostata. In caso di prostatectomia radicale, il palloncino viene posizionato sotto il collo della vescica.

Tale procedimento viene ripetuto per il secondo palloncino sull’altro lato dell’uretra ed, infine, vengono posizionate le port di titanio nello scroto e collegate ai palloncini.

Ciò avviene per permettere di regolare facilmente il volume dei palloncini dopo l’intervento chirurgico.

Fig. 1: An artificial compression device (balloons) compressing the urethra.

Come prepararsi per l’intervento

Prima dell’operazione, l’urologo potrebbe richiedere al paziente l’esame delle urine per verificare che non ci siano infezioni in atto.

In caso d’infezione, il medico prescriverà degli antibiotici prima, durante e dopo l’operazione.

I dettagli della procedura, e per la preparazione ad essa, verranno forniti in anticipo dal medico. Prima dell’intervento, precisamente a 6 ore da esso, per prepararsi all’anestesia è fatto divieto di mangiare, bere e fumare. Qualora si stesse assumendo un qualsiasi farmaco su prescrizione, bisogna discuterne con il proprio medico. Potrebbe essere necessario di interromperne l’assunzione anche diversi giorni prima dell’intervento. La cura farmacologica potrà essere ripresa dopo l’intervento, a discrezione del medico.

Dopo l’intervento

Quando è possibile tornare alle attività quotidiane

Lo specialista, generalmente, rimuoverà il catetere immediatamente dopo l’intervento e monitorerà il paziente dopo l’intervento.

Il paziente potrà lasciare l’ospedale pochi giorni dopo la procedura. Nel caso in cui ci fossero difficoltà nella minzione, il periodo di degenza potrebbe allungarsi. La permanenza raccomandata in ospedale varia da paese a paese.

Dopo l’intervento, il fisico potrebbe aver bisogno di tempo per un pieno recupero. Potrebbero essere necessarie 6 settimane affinché la ferita guarisca completamente. Durante questo periodo di tempo, il paziente potrebbe avvertire dolore nell’aera pelvica o durante la minzione. In tal caso, l’urologo potrebbe prescrivere una terapia per alleviare i sintomi.

Raccomandazioni per 4-6 settimane dopo l’intervento:

  • Bere 1-2 litri, soprattutto di acqua al giorno
  • Non sollevare pesi più di 5 kg
  • Non sottoporsi a sforzo fisico
  • Fare la doccia anziché il bagno
  • Evitare bagni termali o saune
  • Adottare una dieta per prevenire una eventuale costipazione

Si deve ricorrere allo specialista o tornare in ospedale se:

  • Compare febbre
  • Non si è in grado di urinare autonomamente
  • In presenza di perdite di sangue o dolore
  • In caso di perdita significativa di urina
  • Nel caso in cui la ferita inizi a sanguinare o vi sia una perdita di liquido trasparente o pus e dolore

Vantaggi

  • Il volume dei palloncini può essere regolato
  • C’è la possibilità di un migliorare l’incontinenza urinaria

Svantaggi

  • Rischio di lesioni all’uretra o alla vescica durante l’intervento
  • Basso rischio di ferita alle viscere o ai vasi sanguigni
  • Rischio ritenzione urinaria temporanea
  • Rischio d’incontinenza urinaria
  • Rischio di ecchimosi o di sanguinamento all’addome
  • Rischio di infezione del tratto urinario
  • Rischio di erosione del dispositivo che potrebbe causare infezione della vescica, retto o uretra
  • Rischio di ricorrenza dell’incontinenza urinaria
  • Rischio di bisogno di un altro intervento in caso in cui il dispositivo non sia efficace